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L’uva senza semi è davvero Ogm?

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della pianta madre a partire da parti della pianta stessa. Il primo caso è il più classico, ed ha permesso alla viticoltura europea di tornare fiorente dopo il flagello della fillossera alla fine dell’800, vedendo l’unione di due specie diverse: un tralcio provvisto di gemme, gli organi da cui si sviluppano i nuovi germogli, della varietà caratterizzante, che andrà a formare la parte aerea della vite, viene inserito nel cosiddetto portainnesto, ovvero la base che compone l’apparato radicale e che appartiene a un’altra cultivar.

In questo modo, storicamente, è stato

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